La capitale aretusea si accinge a vivere la sua festa più sentita e commovente: la celebrazione di Santa Lucia, martire e patrona della città. Il culmine dei festeggiamenti è fissato per il 13 dicembre, giorno del dies natalis, ma l’attesa e le manifestazioni coinvolgono già il centro storico e i quartieri, fondendo fede cattolica, storia locale e un singolare gemellaggio con la cultura nordica.

L’atmosfera di devozione si è accesa ufficialmente il 30 novembre con l’inizio della Tredicina in Cattedrale, annunciata dal giro festoso della banda musicale a Ortigia. Il momento più intenso di preparazione è la vigilia, il 12 dicembre, quando il Simulacro argenteo della Santa viene traslato dalla sua Cappella all’Altare Maggiore del Duomo.

Alle 11:45, tra l’esplodere dell’applauso dei fedeli e le grida di invocazione, la statua in argento (opera di Pietro Rizzo, fine Cinquecento) viene accolta in mezzo al suo popolo.

La giornata del 13 dicembre è scandita dal solenne Pontificale mattutino e dalla lunghissima processione pomeridiana, che rappresenta un vero e proprio pellegrinaggio cittadino:

  • Il Percorso: Alle 15:30, il Simulacro lascia la Cattedrale, scortato da dodici cilii lignei, per raggiungere la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, situata nella Borgata, attraversando Porta Marina e Ponte Umbertino.

  • La Devozione: Migliaia di siracusani accompagnano la Santa a piedi scalzi o portando ceri accesi, in un atto di ringraziamento o di richiesta di grazia. Il corteo è scandito dal grido rituale “Sarausana jè!” (È siracusana!), un’acclamazione identitaria che riempie le strade.

  • Il Senato Aretuseo: La processione conserva un forte legame storico grazie alla presenza della magnifica Carrozza del Senato settecentesca, seguita da un corteo in abiti d’epoca che sfila in onore della Patrona.

Il 20 dicembre, l’Ottavario si conclude con la processione di rientro in Cattedrale, caratterizzata dalle toccanti visite all’Ospedale Umberto I e al Santuario della Madonna delle Lacrime.

La festa di Santa Lucia a Siracusa si distingue anche per il tradizionale gemellaggio con la Svezia, noto come Lucia di Svezia e Settimana Svedese, ininterrotto dal 1970.

Come a Siracusa, anche in Svezia il 13 dicembre è un giorno solenne. I festeggiamenti svedesi, che anticamente celebravano il ritorno della luce dopo il solstizio d’inverno, vedono una fanciulla vestita di bianco con una corona di luci offrire doni e conforto.

La Settimana Svedese a Siracusa affianca la fede popolare con la cultura nordica, proponendo dibattiti, mostre e tavole rotonde incentrate su argomenti come l’urbanistica, il cinema o la letteratura scandinava.

In questi giorni, sulle tavole siracusane domina la Cuccia, un piatto a base di grano cotto, un tempo legato a un voto o alla carestia, e oggi celebrato come dolce tipico, spesso arricchito con ricotta o crema al cioccolato.

Lucia viene festeggiata anche la prima domenica di maggio, in occasione del Patrocinio, o “Santa Lucia delle Quaglie”, a ricordo del miracolo del 1646 che salvò la città da una carestia. Questa festa è celebrata con l’emozionante lancio dei colombi viaggiatori dalla balconata dell’Arcivescovado.

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