Si è svolto nella storica sala “Maria Mattarella” di Palazzo d’Orleans il consueto incontro di fine anno tra il presidente della Regione, Renato Schifani, e la stampa siciliana. Un appuntamento che quest’anno ha assunto i connotati di un vero e proprio bilancio di metà mandato, con tre anni di governo alle spalle e una serie di indicatori economici che segnano un cambio di passo per l’Isola.
Il dato più eclatante emerso dalla conferenza è il primato della Sicilia come prima regione italiana per crescita del Pil. Schifani ha snocciolato cifre che testimoniano un risanamento finanziario senza precedenti per l’ente:
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Avanzo di bilancio: Superati i 2 miliardi di euro, con il totale azzeramento del deficit ereditato.
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Entrate tributarie: Passate da 12 a 15 miliardi di euro in soli tre anni.
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Mercato del lavoro: L’occupazione segna un deciso +10% (dati Istat), mentre la cassa integrazione è quasi dimezzata, passando da 13 a 7 milioni di euro.
Il presidente ha voluto sottolineare il ruolo di Irfis, definita “braccio operativo” per il sostegno a famiglie e imprese, con oltre mezzo miliardo di euro iniettati nel tessuto economico locale.
Non solo successi economici, ma anche un focus deciso sulle emergenze storiche. Schifani ha confermato l’accelerazione sui termovalorizzatori di Palermo e Catania, i cui progetti dovrebbero essere pronti per febbraio. L’obiettivo è chiaro: meno discariche, più igiene e un duro colpo alle infiltrazioni criminali nel settore.
Sul fronte siccità, il piano d’emergenza prevede:
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Dissalatori: Impianti pronti in tre Comuni e un nuovo progetto per Palermo.
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Efficientamento rete: Recupero di migliaia di litri al secondo già immessi in rete.
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Manutenzione dighe: Interventi su infrastrutture abbandonate da oltre un ventennio.
Un annuncio importante ha riguardato la protezione del territorio. A settembre 2026 verrà inaugurata la nuova Control Room regionale alla presenza del ministro Piantedosi. Si tratterà di una centrale operativa d’avanguardia che utilizzerà sistemi satellitari per prevenire gli incendi boschivi e contrastare la criminalità. A questo si aggiungono 15 milioni di euro già stanziati per la videosorveglianza nei Comuni.
Infine, un passaggio critico ma propositivo sulla gestione della salute pubblica. Schifani ha ammesso che il sistema delle nomine dei manager basato sulla politica “non ha funzionato”. La soluzione proposta è l’istituzione di una commissione esterna che selezionerà una terna di nomi di altissima qualità tecnica, riducendo al minimo il peso della discrezionalità politica.
