Si è conclusa a Palermo la tre giorni dedicata al polmone verde dell’Isola. Tra la celebrazione di traguardi storici e la pianificazione di nuove riserve, la Regione Siciliana traccia la rotta per il 2026: l’ambiente non è più solo un vincolo, ma un’opportunità di sviluppo.

PALERMO – La tutela del territorio siciliano riparte dai giovani e dalle nuove aree protette. Si è chiusa con il coinvolgimento di oltre 300 studenti la manifestazione “Dalla Marcia dello Zingaro a Punta Bianca”, l’evento promosso dall’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente per fare il punto sul sistema delle riserve naturali e sui siti della Rete Natura 2000.

Punta Bianca e le nuove sfide

Al centro del dibattito, l’istituzione di nuove riserve di pregio, con un focus particolare su Punta Bianca. Quest’area, da anni simbolo di battaglie ambientaliste e interesse scientifico, rappresenta il pilastro della nuova strategia regionale che mira a trasformare la protezione del paesaggio in un “bene comune” accessibile e valorizzato.

L’Assessore regionale Giusi Savarino ha sottolineato come la fragilità del territorio, messa a nudo da eventi estremi come il recente ciclone Harry, imponga una visione politica a lungo termine:

«Le aree protette non sono semplici vincoli, ma opportunità di crescita. Dopo le emergenze, stiamo programmando azioni che richiedono competenza e visione: la difesa dell’ambiente è oggi centrale nelle nostre scelte».

Scienza, prevenzione e didattica

Le tre giornate di lavori presso l’auditorium dell’Assessorato hanno visto alternarsi esperti di alto profilo, come Bruno Massa, che ha curato la riflessione scientifica sul patrimonio naturale. Un capitolo cruciale è stato dedicato alla lotta agli incendi, con l’analisi delle strategie di prevenzione per limitare i danni agli ecosistemi, sempre più minacciati dai mutamenti climatici.

Il gran finale è stato affidato alla divulgazione: i laboratori didattici hanno trasformato la teoria in pratica per centinaia di studenti, puntando a creare una nuova consapevolezza nelle generazioni che erediteranno questo patrimonio.

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