MESSINA – Un colpo clamoroso e doloroso ha scosso la Sicilia nella notte di Ferragosto. Ignoti si sono introdotti all’interno del Museo regionale interdisciplinare «Maria Accascina» (MuMe) di Messina, riuscendo a trafugare capolavori inestimabili attribuiti al maestro rinascimentale Antonello da Messina. Tra i beni sottratti figurano tre delle cinque tavole del celebre Polittico di San Gregorio (risalente al 1473) e una preziosa tavoletta bifronte raffigurante la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà.
L’episodio ha suscitato profonda indignazione e sconcerto nelle istituzioni e nel mondo della cultura. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è intervenuto duramente sull’accaduto:
«Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale “Accascina” è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia, ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili».
Le indagini e i sistemi di sicurezza
Sull’episodio stanno indagando le forze dell’ordine e la Magistratura, che hanno già provveduto ad acquisire tutti i filmati delle telecamere di sicurezza per ricostruire l’esatta dinamica dell’incursione e identificare i responsabili. Il Governatore Schifani ha precisato che i presidi tecnologici della struttura hanno reagito come previsto:
«La Regione sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili».
Scatta l’ispezione interna
Oltre al binario investigativo giudiziario, la Regione Siciliana ha immediatamente attivato le procedure di verifica interna per accertare eventuali falle o negligenze nella catena di vigilanza e custodia del museo:
«Parallelamente – ha concluso Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d‘ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto».
L’intera comunità scientifica ed ecclesiale, insieme alle autorità regionali e nazionali, segue ora con massima apprensione gli sviluppi delle ricerche nella speranza di un rapido e integrale recupero delle opere.
