Dura presa di posizione di Guglielmo Monello sulla chiusura del presidio: «Una decisione inaccettabile che abbandona il nostro patrimonio boschivo e la sicurezza dei cittadini»
«Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a un altro grave scippo subito dal nostro territorio». Inizia con parole nette e di profonda indignazione la presa di posizione di Guglielmo Monello in merito alla chiusura del distaccamento forestale locale, una decisione che solleva pesanti interrogativi sulla tutela ambientale e sulla sicurezza della provincia aretusea.
Secondo quanto denunciato, la chiusura del presidio rappresenta l’ennesimo tassello di una progressiva marginalizzazione del territorio siracusano da parte delle istituzioni regionali e competenti. Un impoverimento dei servizi essenziali che lascia ampie aree boschive e rurali prive di un presidio di controllo fondamentale, soprattutto in vista dei mesi più caldi e del costante pericolo incendi.
«Chiudere un distaccamento forestale significa voltare le spalle alla prevenzione, al monitoraggio del territorio e alla salvaguardia del nostro patrimonio naturalistico», dichiara Monello. «Siracusa continua a essere trattata come una provincia di serie B, dimenticata da chi dovrebbe invece garantire presidi di legalità, tutela ambientale e sicurezza per i cittadini».
Il territorio aretuseo, caratterizzato da vaste aree verdi e da un ecosistema particolarmente fragile, si trova ora esposto a gravi rischi derivanti dalla mancanza di una presenza costante e capillare sul campo. La richiesta mossa con forza è quella di un immediato cambio di rotta: «Le istituzioni non possono fare finta di nulla. Chiediamo risposte immediate e la revoca di un provvedimento miope, che mette a repentaglio la sicurezza delle nostre comunità e la salvaguardia del nostro ambiente».
La vertenza rimane aperta, con l’auspicio che la mobilitazione e l’attenzione mediatica possano indurre gli organi competenti a riconsiderare una scelta definita scellerata e dannosa per l’intera provincia di Siracusa.
